PAOLO DI MINICO
GIUSEPPE E PASQUALINO
ANGELOANTONIO DI MINICO
LA NUOVA SEDE
 
LA NOSTRA STORIA
La storia dell’apicoltura Artemide affonda le sue radici in una lunga tradizione di famiglia, una passione nata agli inizi del 1900 e tramandata di padre in figlio, fino ad arrivare ai giorni nostri.
Erano gli albori degli anni venti quando Paolo Di Minico decise di creare a Melito Irpino il primo apiario stanziale; tutti lo ricordano come un uomo saggio e riflessivo, amante della musica e delle piante, perito agrario apprezzato e stimato.

Le difficoltà economiche del primo dopoguerra, lo portarono come tanti italiani ad emigrare negli Stati Uniti, ma la sua esperienza come emigrante “in cerca di fortuna” oltre oceano fu breve e deludente.
Una cosa però destò la sua curiosità durante la permanenza americana: l’affascinante mondo delle api. Paolo, ne rimase talmente colpito da interessarsi a loro con sempre maggior interesse, fino a prendere la decisione di ritornare in Italia per impiantare il primo apiario stanziale della zona.
Inizia così nel 1922 la sua avventura come apicoltore; decisiva in tal senso fu l’amicizia con un dottore del luogo appassionato di api, possessore di alcuni rudimentali bugni villici (casse di legno) per la produzione di miele.
In quei anni a Melito Irpino e nelle zone limitrofe, il miele veniva raccolto distruggendo le api che abitavano i bugni villici (apicidio). Paolo invece, con grande fatica, recupera le api travasandole dai bugni in arnie marchigiane auto costruite; nasce così il primo apiario razionale della provincia di Avellino
La sua attività di apicoltore cresce costantemente e negli anni 50, viene affiancato dai figli Antonietta, Pasqualino e Angeloantonio, ai quali assegna gli alveari vigilando sulla loro attività apistica.
Nel 1980 Pasqualino rileva gli alveari di Antonietta; in quello stesso anno Paolo muore, lasciando in dotazione ai figli Pasqualino ed Angelantonio un’azienda che contava circa 1000 alveari in produzione.
Pasqualino ed Angelantonio, negli anni 90 coinvolgono le proprie famiglie nella gestione delle rispettive aziende per cui l'apicoltura Di Minico diventa attività d’impresa a gestione familiare. La svolta decisiva all'azienda si ha nel 1992, quando Pasqualino viene affiancato a tempo pieno nella sua attività, dal nipote Giuseppe Cefalo, che ancora adolescente va a vivere con suo nonno in campagna seguendolo quotidianamente con maschera e tuta per scoprire l’affascinante mondo delle api.
Giuseppe molto presto decide che quel mondo sarà parte della sua vita per sempre, e nel 2002 appende la sua brillante laurea in Economia e Commercio al muro e crea la nuova azienda apistica Artemide. Alla nuova azienda Giuseppe imprime da subito un notevole sviluppo tecnologico; la produzione viene spostata da Melito Irpino a Dentecane (Av) in un grande e moderno stabilimento inaugurato nel 2007, con annesso punto vendita aziendale. Oggi tutte le operazioni di smielatura e trattamento della cera vengono effettuate con un moderno impianto di estrazione in linea che preserva l’artigianalità del prodotto. Il miele viene estratto con il sistema della centrifugazione, senza essere esposto ad alcun trattamento termico o operazioni che ne alterino le caratteristiche naturali.



PERCHE' ARTEMIDE?
Artemide, sorella di Apollo, più nota con il nome di Diana, rappresentava nell'immaginario collettivo dei greci e dei romani, la dea della verginità, della luna e della caccia. Veniva venerata anche come protettrice della fertilità, infatti molte rappresentazioni mostrano la dea con numerose mammelle e sui lati due fasce divise a quadrati, dove vengono rappresentate api e fiori. Da qui è nata l’idea di denominare la nostra azienda con un nome che evocasse una dea, Artemide che per il sapere e la religione del tempo era la protettrice delle api responsabili della raccolta del miele, che miscelato al vino diventava la bevanda degli abitanti dell'Olimpo.



....al di la di ogni aspetto economico, quella sensazione di libertà, imprevedibilità e continua scoperta che l’apicoltura sa trasmettermi, rappresentano ancora oggi un elemento vitale imprescindibile per la mia esistenza...

Indossare un maschera, aprire un alveare, scrutare la sinuosità dei movimenti delle api sui loro esagoni, sono operazioni che mi provocano emozioni uniche, che spero mi accompagnino per tutta la vita...


Giuseppe Cefalo








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